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giovedì 20 dicembre 2012

LETTERA aperta al DIRETTORE del IL SOLE24ORE


Egregio Direttore Roberto Napolitano,

chi Le scrive è il Comitato FuoriPISTA, formato da cittadini che vivono nel Comune di Fiumicino e che si oppongono al Progetto di Raddoppio dell’aeroporto Leonardo da Vinci. All’aeroporto riconosciamo una particolare importanza per l’economia non solo turistica di Roma e dell’Italia;  con i suoi circa 39 milioni di passeggeri, è infatti la principale via d’aria italiana. Consapevoli di ciò, teniamo a dichiarare da subito che non siamo contrari per partito preso allo sviluppo, ma neppure siamo insensibili al territorio, alla salute dei suoi cittadini, alle sue vocazioni e potenzialità, alle risorse che esso offre e potrà offrire anche alle future generazioni.
In più occasioni abbiamo avuto modo di leggere articoli sul Piano Nazionale Aeroporti e sull’Aeroporto di Fiumicino e abbiamo potuto approfondire gli aspetti economici connessi.
Naturalmente la nostra attenzione si è concentrata soprattutto sul piano di Raddoppio di Fiumicino e sul Contratto di  programma che il Governo ci auguriamo non approvi.
Normalmente dalle notizie diffuse dai media non emergono con sufficiente chiarezza almeno due aspetti:
-            il primo riguarda l’impatto devastante che il Raddoppio avrebbe sul territorio, sull’economia e sulla salute dei cittadini.
-            il secondo si riferisce al fatto che tra le informazioni e i dati riportati nei documenti ufficiali prodotti dai diversi enti (Enac, AdR, MIT,  ecc.) nonché dallo studio Nomisma Kpmg e One Works, da noi attentamente analizzati, risultano forti discrepanze e incongruenze che in più occasioni abbiamo fatto presente ai Sig. Ministri competenti per materia.

Ci permettiamo di ricordarLe che il Progetto complessivo di sviluppo dell’aeroporto di Fiumicino, proiettato al 2044 – come si  deduce dal Contratto di programma  ENAC-AdR 2012-2021 - avrà come conseguenza:
-            La perdita di 1200 ettari di pregiato Agro Romano, che andrebbero a far parte dal nuovo sedime aeroportuale, e ricadono interamente all’interno della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano, istituita dallo stesso Ministero dell’Ambiente con Decreto del 29 marzo 1996; porzioni di questo territorio sono classificate dall’art. 7 come “aree di tipo 1” (totalmente inedificabili);  
Il territorio in questione, inoltre, è sottoposto ai vincoli regionali del Piano Territoriale Paesaggistico Regionale (PTPR) e a quelli provinciali del Piano Territoriale Generale Provinciale (PTGP), nonché alle norme di salvaguardia del Piano Regolatore Generale del Comune di Fiumicino (PRG);
-            verrebbero a cessare aziende agricole di piccole e medie dimensioni produttrici di eccellenze ortofrutticole in un territorio vocato all’agricoltura.
-            circa trecento famiglie si vedrebbero espropriate le proprie abitazioni

Segnaliamo inoltre che la stessa Commissione Parlamentare di Inchiesta - istituita con legge 5 maggio 1961, n. 325 - esprimeva “seri e motivati dubbi sulla scelta dei terreni” su cui è stato realizzato l’aeroporto. Stessa natura hanno i terreni interessati al Raddoppio, che oltre ad essere sotto il livello del mare, nel recente passato, cioè prima della bonifica idraulica, erano ricoperti da un lago. Aspetti che sono motivo dei vari disagi tecnici che periodicamente interessano la terza pista, realizzata negli anni Settanta e che corre parallela a quelle previste nel Progetto Fiumicino Nord.
Non ci soffermiamo sulle incongruenze contenute nello studio Nomisma Kpmg e One Works per sintetizzare invece i punti critici da noi rilevati in merito alle ragioni portate da AdR per giustificare la necessità del Raddoppio, e ripetute anche dal Ministero e da Enac:
1.      I dati presentati da AdR sono notevolmente amplificati e ricavati da stime relative alla crescita del PIL (a cui come è noto viene legato l’aumento del traffico aereo) non corrispondente alle valutazioni degli Istituti europei e mondiali. E’ opinione nostra, e di esperti del settore aeroportuale, che la risposta ad un eventuale incremento dei passeggeri può essere soddisfatta senza il raddoppio.
Nel dettaglio:
-       Nell’anno 2020 AdR prevede 50 milioni di passeggeri; mentre nel 2040 ne prevede 100 milioni. L’ENAC dallo studio di cui sopra messo a disposizione del Governo, rileva che nel 2030 il sistema aeroportuale del Lazio (Fiumicino-Ciampino-Viterbo) dovrà soddisfare una domanda di passeggeri variabile tra i 76-83 milioni; lo stesso dato viene confermato dal Piano Nazionale degli Aeroporti. Questi studi sono stati effettuati prima che si palesasse la dimensione dell’attuale crisi economica. A conferma di ciò, nell’ultimo bilancio 2011 e nella semestrale dell’anno in corso, AdR denuncia una ulteriore contrazione dei voli e dei passeggeri.

-   Inoltre, il calcolo sulle future necessità viene effettuato non sul totale delle ore volabili bensì prendendo come riferimento la giornata di massimo picco. Dal Piano industriale – Consorzio Leonardo del 5 giugno 2000, che è il documento che per il suo contenuto tecnico-finanziario ha permesso al Consorzio stesso di risultare vincitore all’atto della privatizzazione di AdR - risulta che già solo con le strutture allora esistenti, utilizzando anche le fasce orarie “off-peak”, si sarebbe potuto soddisfare un aumento del 20% dei voli. Le attuali capacità dell’aeroporto sono già oggi in grado di soddisfare una movimentazione giornaliera/annuale molto maggiore come è dimostrato sia dal traffico estivo, che dal recente spostamento dei voli low cost da Ciampino a Fiumicino. Il calcolo, inoltre non tiene conto della dichiarata possibilità di apertura dell’aeroporto di Viterbo, con i suoi previsti 10 milioni di passeggeri/anno.
-       L’attuale numero di passeggeri/anno è dato da un riempimento medio degli aerei di poco superiore al 65%. Appare ovvio che aumentando anche di soli dieci punti questa percentuale di riempimento avremmo un incremento di passeggeri annuo notevole.
-        Il calcolo sulle capacità dell’aeroporto vengono calcolate facendo riferimento al solo 75% dei  piazzali,   percentuale decisamente bassa
2.     In secondo luogo, è noto che aeroporti europei ed extraeuropei, aventi tre piste come Fiumicino, riescono a soddisfare il transito di milioni di passeggeri: un esempio per tutti è dato dall’aeroporto londinese di Heathrow, il più importante aeroporto europeo, che con le sue tre piste – come Fiumicino -movimenta oltre 70 milioni di passeggeri/anno.)          
3.     Ultima, ma non per questo meno importante, è la considerazione che la presenza di grandi aeroporti, aventi la funzione di hub, è organicamente connesso all’esistenza di una forte compagnia aerea nazionale, che nel caso specifico dovrebbe essere Alitalia.

Per tornare a noi, l’aumento di 8.5 euro a passeggero dei diritti d’imbarco, secondo il Contratto di programma ENAC-AdR, dovrebbe servire nella prima fase del progetto denominato“Fiumicino Sud” (2012-2021) a interventi di ristrutturazione e di riorganizzazione dell’attuale aeroporto (il progetto relativo a questa tranche è stato presentato nel dicembre 2011 al Ministero dell’Ambiente per essere sottoposto al VIA); mentre la seconda fase (2021-2044 “Fiumicino Nord”) riguarda il Raddoppio. Già da tempo AdR ha fatto sapere, tramite stampa, che non avrebbe effettuato gli interventi previsti se non ci fosse stato  l’aumento delle tariffe entro il 31 dicembre 2012.

A proposito delle lamentele apparse questi giorni sulla stampa sulle conseguenze della mancata approvazione da parte del Governo del Contratto di programma che impedirebbe i finanziamenti dei privati, crediamo sia necessario far presente che a pagare la ristrutturazione prima e il raddoppio poi sarebbero sempre i cittadini, in questo caso in quanto passeggeri.  Infatti mantenendo costante il numero dei passeggeri (25 milioni/anno) paganti (8.5 euro) ad imbarco otteniamo la modesta cifra di circa 2,2 miliardi di euro. Non a caso la società AdR e chi per essa infatti sostengono che nello stesso arco di tempo investiranno proprio 2,5 miliardi.
Da cittadini ora ci domandiamo: dove sono i tanto decantati investimenti privati?.Dove sono questi investitori che corrono il rischi d'impresa? Tutti sono capaci di fare gli imprenditori, saccheggiando le tasche dei passeggeri.

Come Comitato ci chiediamo se tutta questa operazione non sia in realtà l’ennesimo caso italiano in cui un gruppo imprenditoriale privato viene favorito con finanziamenti pubblici.
Nel caso specifico, infatti, la famiglia Benetton si verrà a trovare nell’ambigua situazione di giocare contemporaneamente diverse parti in commedia: come Edizioni Holding SpA - proprietaria della Maccarese SpA - si vedrebbe espropriata (e risarcita) dallo Stato dei circa 800 ettari sui 1200 del nuovo sedime per poi riaverli in concessione come AdR per l’ampliamento dell’aeroporto, ottenendo nel frattempo – e non è cosa da poco! - il cambio di destinazione d’uso del terreno da agricolo a servizi, con un aumento molto significativo di valore.  

La nostra posizione, come Comitato, è che, con adeguati interventi d’ammodernamento e di razionalizzazione delle attuali infrastrutture, come contemplato dal Progetto “Fiumicino Sud”, è possibile soddisfare i futuri incrementi nel numero di passeggeri/anno, senza ricorrere a un ulteriore ampliamento del sedime aeroportuale.
Nel salutarLa cordialmente, ci mettiamo a Sua disposizione per qualsiasi richiesta di chiarimento o di ulteriori precisazioni tecniche o di qualsivoglia natura al fine di fornire una informazione più  esauriente che tenga conto anche del punto di vista dei cittadini residenti.

Fiumicino 19 dicembre 2012

martedì 18 dicembre 2012

I POTERI FORTI SCATENANO I LORO ALLEATI

Dopo che i poteri forti si sono scatenati nei giorni scorsi, acquistando interi paginoni sui principali quotidiani, per fare pressione sul Governo, affinché approvi  il Contratto di programma ENAC-AdR  (con il relativo  aumento delle tariffe aeroportuali ) dando così il via raddoppio di Fiumicino, e dopo che si è diffusa la notizia che il Governo, nella persona del Ministro dell'Economia Grilli, sarebbe intenzionato a non approvare il Contratto, ora sono giornalisti e politici, (oltre naturalmente agli investitori di Gemina) che si affannano ad esercitare pressioni sul Governo.

Certamente costoro parlano senza sapere come stanno veramente le cose.  Anche senza  avere a cuore i 1200 ettari di Riserva Naturale del Litorale Romano che se ne andrebbero in fumo, e infischiandosene degli espropri ai quali sarebbero sottoposte  aziende e famiglie e di un conflitto d'interesse grande come una casa, il Progetto di Raddoppio è tale da consigliare maggiore prudenza a chi vuole sostenerlo.

Per esempio, dovrebbe sollevare qualche dubbio la gestione fallimentare dell'aeroporto di Fiumicino da parte di AdR (di cui le cronache giornalistiche non smettono di informarci). Ma ancora di più genera gravi sospetti la situazione a dir poco opaca sull'utilizzo da parte di AdR dei finanziamenti pubblici già ottenuti per opere che, come se niente fosse,  sono state nuovamente incluse tra quelle da fare. In tale senso si veda la denuncia che il Comitato FuoriPISTA ha pubblicato in un recente Comunicato stampa che riprendeva peraltro il contenuto di una lettera inviata al Ministro delle Infrastrutture e al Ministro dell'Ambiente. Qualche giornalista lamenta che la mancata approvazione impedirebbe ai finanziamenti dei privati di arrivare a buon fine, ma se si fanno quattro conti risulta che a pagare sono sempre i cittadini: dopo dieci anni,mantenendo costante il numero dei passeggeri  (25 milioni/anno) paganti (8.5 euro) ad imbarco otteniamo la modesta cifra di circa 2,2miliardi di euro. Da cittadini ora ci domandiamo: dove sono i tanto decantati investimenti privati?.Dove sono questi investitori che corrono il rischi d'impresa? Tutti sono capaci di fare gli imprenditori, saccheggiandole tasche dei passeggeri".

A dire il vero, ci piacerebbe proprio che si tenesse un po' più presente l'opinione della popolazione che sul territorio ci vive e che subisce già ora i danni alla salute della vicinanza ad una aeroporto che rispetto all'inquinamento acustico ed atmosferico è già oggi fuori norma. E se non si vogliono ascoltare i cittadini residenti e i Comitati locali che sono scesi in piazza numerosi contro il Raddoppio solo tre giorni fa in una bellissima e riuscita grande manifestazione a Fiumicino, si dia retta alle Associazioni ambientaliste che da Italia Nostra a Legambiente, dal WWF al Fai e alla Lipu, ecc.  sono scese in campo già da tempo segnalando i pericoli che una cementificazione di milioni e milioni di metri quadrati di territorio  segnerebbe una perdita di enormi proporzioni per l' Agro romano.

E se non bastasse ancora, si potrebbe dare maggiore credito alle forze politiche (PD, SEL, IDV, Federazione della Sinistra, SE, Verdi e Radicali Italiani)  che si sono già espresse, sia a livello locale  che sul piano nazionale - e delle quali come Comitato FuoriPISTA abbiamo dato nel tempo ampia comunicazione - contro l'ipotesi di un raddoppio e di un Progetto che tra le varie incongruenze prevede tra l'altro un aeroporto con ben sei piste di atterraggio e una sola di decollo: a meno che tale curiosa conformazione non risponda allo scopo di trattenere un po' di passeggeri a Roma o, ancora meglio, nei duty free e nei centri commerciali del nuovo Fiumicino 2.

Fiumicino, 18 dicembre 2012

domenica 16 dicembre 2012

GRANDE MANIFESTAZIONE A FIUMICINO CONTRO IL RADDOPPIO DELL'AEROPORTO

Grande successo della manifestazione promossa dal Comitato FuoriPISTA per sollecitare il Governo a non firmare la Convenzione – Contratto di Progamma che l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) e Aeroporti di ROMA (AdR) hanno sottoscritto e che contempla anche il raddoppio dell’Aeroporto.
La manifestazione, svoltasi nel pomeriggio di sabato 15 dicembre, e che ha coinvolto più di un migliaio di cittadini, ha voluto anche essere una chiara risposta dei cittadini del Comune di Fiumicino ai maldestri tentativi messi in atto dai vari poteri forti e potentati economici che cercano di condizionare il Governo affinché approvi il Contratto di Programma entro il 31 dicembre prossimo.
Cittadini, associazioni, comitati, organizzazioni sindacali e partiti politici hanno sfilato per le vie di Fiumicino-città per affermare il diritto alla salute, per salvaguardare il territorio e la sua vocazione agricola e turistica e per contrastare la distruzione di oltre 13 milioni di metri quadrati di Riserva Naturale Statale del Litorale Romano.

Il progetto di raddoppio prevede infatti la costruzione di altre tre piste e la cementificazione di un milione di metri quadrati per hotel, uffici e negozi, che insieme alle nuove aerostazioni equivarrebbe a una cementificazione di 15 milioni di metri cubi.
Se sarà realizzato, il raddoppio servirà solo a far arricchire i soliti “pirati”, alle spalle dell’interesse collettivo. Infatti circa 8 milioni di metri quadrati sui 13 milioni destinati al raddoppio sono di proprietà della Maccarese SpA, cioè della famiglia Benetton, la stessa famiglia che controlla AdR e che ha pianificato l’intero progetto di raddoppio a scapito del territorio e delle 300 famiglie che, tra unità abitative ed aziende agricole, sarebbero espropriate.
Con la manifestazione di oggi i cittadini, i comitati e le associazioni locali che vi hanno aderito hanno anche dato pubblicamente visibilità alla loro azione comune per la tutela della salute e la salvaguardia di questo territorio e hanno segnalato la loro intenzione di vigilare anche nei prossimi giorni e mesi sulle iniziative che potrebbero distruggere il territorio e peggiorare le condizioni di vita dei suoi cittadini. 

Il Comitato FuoriPISTA, nel ringraziare tutti i partecipanti alla manifestazione, condanna fermamente l’atteggiamento della Regione Lazio e del Comune di Fiumicino che nei fatti e con atti amministrativi concreti stanno supportando il Progetto del raddoppio dell’aeroporto, la realizzazione di nuove centrali a Biogas e di inutili infrastrutture i cui costi ricadrebbero tanto per cambiare sui cittadini.

Fiumicino, 15-12-2012

sabato 15 dicembre 2012

RADDOPPIO AEROPORTO DI FIUMICINO: I POTERI FORTI SI MOBILITANO

Con la pagina pubblicata ieri sui principali quotidiani i poteri forti ed i potentati economici cercano di condizionare il Governo entrando a gamba tesa sulla questione del  Raddoppio dell’aeroporto di Fiumicino.
Si rivolgono al Presidente della Repubblica, ai Presidenti di Camera e Senato, al Presidente del Consiglio, a diversi Ministri competenti nonché ai rappresentanti degli Enti Territoriali.

Anche il ComitatoFuoriPista, in tempi non sospetti, si è rivolto con una lettera al Presidente della Repubblica ma per rispetto dell’alta carica non si è permesso di rendere pubblico questo atto. Questione di stile! 
E anche ai Presidenti di Camera e Senato abbiamo consegnato una Petizione Popolare in data 01 marzo 2011 a tutela e difesa della salute pubblica dall’inquinamento acustico prodotto dall’aeroporto di Fiumicino.

Ci sono cittadini che si rivolgono alle massime cariche istituzionali per far presente i disagi a cui giornalmente sono sottoposti, mentre altri si preoccupano, favoleggiando di fantomatiche centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro e di favolosi investimenti, di portare avanti una bieca operazione di speculazione fondiaria ed edilizia.

Sarebbe molto interessante comunicare ai vari lavoratori recentemente licenziati o cassaintegrati o minacciati di licenziamento, la fantastica favola degli oltre duecentomila nuovi posti di lavoro che saranno creati da AdR. Le vertenze e le recenti manifestazioni sono un biglietto da visita che smentisce alla radice quanto sostenuto dalla società di gestione. Esternalizzando, appaltando e sub appaltando le molteplici e complesse attività dei servizi a terra non è possibile dare servizi ai passeggeri all’altezza degli altri aeroporti europei. Tra poco sarà subappaltata, all’interno dell’aeroporto,  anche l’aria che respirano passeggeri e  lavoratori.

Stante la situazione è del tutto legittimo domandarsi perché altri aeroporti europei ed extraeuropei, con tre piste come Fiumicino, per esempio Heathrow, ed in alcuni casi con una superficie inferiore, riescono a soddisfare una domanda annua di oltre 70 milioni di passeggeri. Enigma arduo  e complicato da risolvere. Anziché sbandierare roboanti incrementi di passeggeri, sarebbe opportuno attenersi a cifre più realistiche. Ricordiamo che nel 2011 e nell’anno in corso, il numero dei passeggeri ed i voli sono significativamente diminuiti, lo si deduce dagli stessi bilanci della società che gestisce l’aeroporto. La riorganizzazione e la ristrutturazione dell’attuale complesso aeroportuale - con alcuni accorgimenti che AdR conosce bene dato che erano contenuti già nel piano industriale del 2000 - permetterebbero di dare servizi ad oltre 70 milioni di passeggeri/anno, senza distruggere altro prezioso territorio dell’Agro Romano.

Vergognoso ed indecente, in un momento di crisi come quello che vive l'Italia oggi, è utilizzare il tema occupazionale come un'esca per ottenere il consenso. ADR promettere 230.000 posti di lavoro con 100 milioni di passeggeri nel 2044, ciò vorrebbe dire che oggi con 35 milioni di passeggeri ADR dovrebbe occupare circa 80.000 persone. Purtroppo la realtà è ben diversa.

Altrettanto indecente sbandierare un piano degli investimenti di 2,5 miliardi di euro da realizzarsi nel prossimo decennio mentre si chiede una aumento tariffario di 8,5 euro a passeggero, cioè un prelievo di 306 milioni di euro l'anno (36 milioni di passeggeri x 8,5 uero l'uno) e quindi oltre 3 miliardi nel decennio.


Inoltre, avendo dichiarato che “con gli investimenti programmati - finanziati con capitali privati - la capacità dell’aeroporto potrà salire fino ad oltre 100 milioni di passeggeri…” ,  nasce spontanea una domanda: perché ci si preoccupa tanto, al punto da scrivere una lettera aperta facendo di fatto, pressioni sulla massime autorità dello Stato Italiano affinché il Governo approvi l’aumento dei diritti d’imbarco (pari ad un valore di 8,5 euro che ogni passeggero dovrà pagare)? A cosa servono questi denari visto che si comunica che gli investimenti saranno effettuati dai privati? Forse che gli aumenti potrebbero essere utilizzati per ripianare i debiti annualmente riportati nel bilancio della società concessionaria che gestisce l’aeroporto?

Il Comunicato di Sintonia fa presente che senza l’aumento delle tariffe aeroportuali AdR “sarà costretta a rinunciare definitivamente alla prosecuzione dell’unica opera attualmente in corso di realizzazione – il Molo C – …”.  Ci permettiamo di ricordare che il “Molo C” doveva essere completato da anni e  rileviamo che esso è stato più volte finanziato anche con denaro pubblico. 
Al riguardo riportiamo un passo significativo del Piano industriale del 2000: “In riferimento alla “Relazione annuale sullo stato di attuazione del programma generale degli investimenti” del febbraio 2000, a far data dal 1 gennaio 2000 i circa 300 miliardi di lire non ancora spesi del complessivo finanziamento statale di circa 1250 miliardi di lire per lavori (comprensivi anche del finanziamento di cui al D.M. 68T del 1999) verranno utilizzati per eseguire le opere già affidate e/o in corso (circa 155 miliardi di lire di cui gran parte è da individuarsi nel completamento della nuova Aerostazione Nazionale e dell’Edificio Cargo City), per le opere progettate e pronte per l’affidamento (circa 15 miliardi di lire) e per le opere relative al Molo C dell’Aerostazione Internazionale (125 miliardi di lire) ed il nuovo cerimoniale di Stato. Dei 360 miliardi di lire impegnati da AdR (ex Accordo di Programma 4/96), al 1 gennaio 2000 risultano da spendere ancora 164 miliardi di lire. Di tale somma circa 90 miliardi di lire risultano per lavori in corso o in fase di affidamento, circa 40 miliardi di lire dovrebbero essere utilizzati per coprire i maggiori oneri scaturiti dai lavori appaltati sia con finanziamento a carico dello Stato che di AdR stessa, mentre circa 30 miliardi di lire risulterebbero una prima tranche del finanziamento complessivo per il Molo C dell’Aerostazione Internazionale (AdR deve far fronte per tale opera ad ulteriori investimenti per circa 125 miliardi di lire). Per quanto riguarda lo sviluppo del Satellite Est e la seconda fase della Cargo City, il Consorzio intende differire l’intervento oltre il 2005.”
In sostanza, sembrerebbe che le medesime opere per le quali oggi si chiede l’aumento tariffario siano state almeno in parte (ex. Molo C) finanziate più volte e non ancora terminate.

Saremmo lieti di essere informati, insieme a tutta l’opinione pubblica, sul complesso degli investimenti previsti e sui termini di consegna delle varie opere previste nel piano industriale del 5 giugno 2000. Sarebbe molto interessante conoscere l’opinione della Corte dei Conti o, come in passato, vedere il Parlamento della Repubblica Italiana promuovere una Commissione d’Inchiesta.

Per il territorio e i cittadini il Raddoppio dell’aeroporto significherebbe: 1) la distruzione di circa 13 milioni di metri quadrati di terreno agricolo vincolato perché integralmente ricadente all’interno della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano; 2) l’eliminazione di decine di medie  aziende agricole e lo stravolgimento dell’ attuale tessuto economico del territorio; 3) il coinvolgimento negli espropri, fra unità immobiliari e attività produttive, di circa 300 famiglie. Scusate se è poco. E perché poi? Per un’operazione che, ne siamo certi, è in realtà  di pura speculazione!

Saremmo ben lieti di partecipare al pubblico confronto che il Comune di Fiumicino si era impegnato a svolgere, ma che evidentemente il Sindaco (che siede nel CdA della Società AdR)  non vuole, forse perché non desidera fare uno torto alla dirigenza e agli azionisti.

Non potendoci trasferire in massa,  noi cittadini, non possiamo che restare sul territorio nonostante l’inquinamento che ci guasta la salute; nel frattempo domani, sabato 15 dicembre alle ore 15, manifesteremo tutto il nostro disappunto in un corteo per le vie di Fiumicino.

L'appello lanciato da Sintonia - Gemina - ADR sulle pagine dei quotidiani nazionali

venerdì 14 dicembre 2012

VERGOGNOSO COLPO DI MANO DELLA POLVERINI SUL RADDOPPIO DELL'AEROPORTO

Il comunicato stampa dei Senatori Ferrante e Della Seta relativo alla lettera inviata inopportunamente dalla Regione Lazio al Ministero dell'Ambiente.

Ne approfittiamo per ricordarvi l'appuntamento per la manifestazione di domani: PIAZZA G.B. GRASSI (Palazzo dell'Orologio) A FIUMICINO ore 15,00

Comitato FuoriPista
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FIUMICINO: SENATORI ECODEM, "RADDOPPIO AEROPORTO E' COLPO DI MANO DI POLVERINI".

"La richiesta al ministero Ambiente in una lettera di uno dei fedelissimi dell'ex presidente".
 "La Regione vuole mutilare la Riserva del Litorale Romano per fare spazio al raddoppio dell’aeroporto di Fiumicino, scelta inutile sul piano del trasporto aereo e invece utilissima per ‘valorizzare’ centinaia di ettari agricoli di proprietà di Benetton, che è anche azionista della società Aeroporti di Roma. A formalizzare la richiesta in una lettera al Ministero dell’Ambiente è stato poche settimane fa Luca Fegatelli, fedelissimo della presidente dimissionaria della Regione Lazio Polverini. Fegatelli, direttore generale del dipartimento Territorio, è lo stesso dirigente che firmava le determinazioni della Giunta che impegnavano milioni di euro sul capitolo di spesa al quale attingeva a piene mani Fiorito".
Lo dicono i senatori del Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, che aderiscono alla manifestazione di protesta organizzata per domani dai cittadini di Fiumicino.
 "Nella lettera di Fegatelli al Ministero - continuano i senatori del Pd - si chiede che per decreto vengano tagliati centinaia di ettari dalla Riserva del Litorale Romano, e destinati all’allargamento dell’aeroporto verso Maccarese (1300 ettari in più rispetto ai 1600 attuali).
Da sottolineare che la superficie occupata attualmente dall’aeroporto di Fiumicino è analoga a quella di aeroporti europei che supportano un traffico maggiore: Heathrow a Londra per esempio, che ogni giorno movimenta oltre 1300 aerei tra decolli e atterraggi, il 30% in più di Fiumicino, ha un sedime aeroportuale addirittura più piccolo.
Questo colpo di mano tentato dalla Polverini va fermato rapidamente: Roma - concludono i due senatori del Pd - ha bisogno di aeroporti moderni ed efficienti, non di torbide operazioni speculative che col pretesto dell’aeroporto regalerebbero miliardi e miliardi a proprietari di aree agricole trasformate, per incanto, in fabbricabili".
 
 Roma, 14 dicembre 2012